Diario di viaggio/Giappone/Riflessioni in viaggio/Viaggi

Ritorno al futuro. Cos’è stato il Giappone per noi.

Odaiba, Tokyo. Panorama notturno con veduta su Rainbow bridge, Tokyo tower e la riproduzione della Statua della libertà.

Odaiba, Tokyo.

Sin da ragazzina, ho sempre avuto una grande passione per il Giappone: dai cartoni animati (pardon, anime) e manga, al cibo ecc.

Tutto mi affascina di questo paese: le persone, la cultura, le tradizioni. Così differente e lontano dal nostro mondo. Mi ero sempre promessa che prima o poi avrei visitato il Sol levante.

Proprio per questo motivo, la scelta della destinazione per il nostro viaggio di nozze è sembrata quasi d’obbligo, nonostante Tommaso non avesse la mia stessa passione. Ma ha decisamente cambiato idea.

Il Giappone e i giapponesi ti entrano nel cuore e non lo lasciano più. Paesaggi, emozioni, esperienze, profumi ti colpiscono e ti sorprendono; così quando torni a casa provi subito nostalgia.

La prima cosa che più colpisce di questo paese è la loro infinta gentilezza ed i loro simpatici sorrisi, sempre e in qualunque contesto. Li osservi, come , con gesti lenti e cerimoniosi, realizzano un origami a forma di cervo (eravamo a Nara), mentre ti danno delle informazioni e alla fine ti regalano l’origami. E tu, commossa, con tanta naturalezza non puoi fare a meno che seguire le loro regole sociali e compiere infiniti inchini e sorrisi, ringraziandolo infinitamente nella loro lingua, sperando di averlo fatto in maniera corretta.

Origami al Tosoghu Shrine, Ueno, Tokyo.

Origami al Tosoghu Shrine, Ueno, Tokyo.

Ovviamente non puoi non notare il contrasto tra tradizione e fantascienza. Sembrerà banale, ma è proprio così, non lo si può negare. I giapponesi riescono a conservare delle tradizioni, spesso molto antiche, e in netto contrasto con la vita moderna e frugale di oggi.

Li osservi passeggiare per i templi, orgogliosi, con indosso il loro kimono, mentre usano smartphone di ultima generazione per scattare selfie da condividere sul web. Li osservi lavorare nel massimo dell’efficienza, attraverso strani computer senza tastiera, digitando direttamente sullo schermo ad una velocità impressionante, come degli automi. Ma allo stesso tempo puoi vederli sdraiati sotto un albero di sakura ad ammirarne la fioritura.

Senso-ji, Asakusa, Tokyo

Senso-ji, Asakusa, Tokyo

Ho parlato di fantascienza? Sì, avete capito bene, fantascienza. Capsula hotel, distributori automatici per ogni cosa, videogiochi mai visti prima, gadget di ogni tipo, cibo spazzatura di ogni forma e colore.

E poi, ovviamente, ci sono anime, manga, mascotte, luci, suoni, odore di incenso, casette in legno, tatami, parchi, negozi, sale giochi, caffetterie, feste hippie, geishe.

Manifesto pubblicitario. Tokyo

Manifesto pubblicitario. Tokyo

E dopo tanti anni, passati davanti la tv a vedere i cartoni animati (perché è così che li chiamavamo da piccoli), che tu sia un esperto o meno, riesci finalmente a colmare tantissime lacune riguardo situazioni o cose che, proprio in quei cartoni, non riuscivi a comprendere molto bene. Perché quando si visita il Giappone per la prima volta si ha la sensazione di vivere in un anime, dove tutto ti sembra nuovo e familiare allo stesso tempo.

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